L'INTERVISTA
"Da
Tangentopoli agli stranieri
i miei 20 anni di prigioni umane"
Pagano: di Milano mi mancheranno l´integrazione e le bancarelle.
Il provveditore delle carceri va al Dap: Sono arrivato nel 1989 il terrorismo era passato ma si avvertiva una
bufera in arrivo
di ORIANA LISO
Il sergente Drogo a guardia della Fortezza Bastiani. I sommersi e i
salvati di Primo Levi. L´occhio orwelliano di 1984. A farglielo notare, Luigi
Pagano si schermisce: «Ma no, leggo anche altro, non solo cose che richiamano
il carcere. Ho letto tutti i classici, tanto Dostoevskij: Delitto e
castigo, I demoni...» Torna sempre lì Pagano, l´uomo che per più di
vent´anni ha legato il suo nome a San Vittore prima, come direttore, poi a
Bollate e alle altre carceri lombarde, quando è diventato provveditore regionale.
E che ora raccoglie foto, targhe, diplomi e sassofono e va a Roma, promosso
vicepresidente del Dap, il dipartimento dell´amministrazione penitenziaria. (segue)
(da repubblica di oggi 26.02.2012 - www.repubblica.it)
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